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Marketing per psicologi: cosa funziona e cosa vieta il Codice

Aggiornato il 26 ottobre 2026 · di Alessandro Piccolo, BSiteMe

In breve: per uno psicologo il marketing è farsi trovare da chi cerca aiuto e dare informazioni utili per scegliere. Il Codice deontologico lo permette, se il messaggio è informativo, veritiero e senza promesse. Le basi costano poco: un sito con i tuoi dati veri, la scheda Google, una rete di colleghi che ti conosce. Social e pubblicità vengono dopo. Nessuno strumento garantisce pazienti: aumenta solo le occasioni in cui qualcuno ti conosce.

Le regole in tre righe

Le regole nel dettaglio: cosa puoi scrivere sul sito secondo il Codice deontologico.

I canali, dal più semplice

1. Il sito

È il posto dove arriva chi ti ha conosciuto altrove: un collega ti consiglia, la persona cerca il tuo nome su Google e trova il sito. Deve dire chi sei, come lavori, dove ricevi, quanto costa e come si svolge il primo incontro. Con i dati dell’Albo e l’informativa privacy.

2. La scheda Google

È gratuita e compare su Google Maps e nelle ricerche vicino a te. Serve un luogo dove ricevi le persone in orari indicati: se lavori solo online, di solito Google non la concede. Tieni aggiornati orari, foto vere dello studio e collegamento al sito.

3. La rete di colleghi e invianti

Medici di base, colleghi con altri orientamenti, scuole di specializzazione, associazioni del territorio. Per chi inizia può essere una delle prime fonti di richieste. Basta presentarsi, spiegare con chi lavori e lasciare un modo semplice per inviarti qualcuno.

4. Portali ed elenchi

Danno visibilità in cambio di un abbonamento o di una commissione. Prima di iscriverti guarda il costo, chi decide l’ordine dei profili e se il contatto della persona resta tuo. Il profilo sul portale funziona meglio se rimanda a un tuo sito.

5. Social e contenuti

Utili per farti conoscere: spieghi temi del tuo lavoro in modo semplice, rispondi alle domande più frequenti, mostri come lavori. Servono costanza e tempo. Evita casi clinici riconoscibili e non rispondere mai in pubblico confermando che qualcuno è tuo paziente.

6. Articoli e ricerca su Google

Le persone cercano domande precise: «quanto costa uno psicologo», «come funziona la psicoterapia online». Una pagina che risponde bene può portare visite per mesi. I risultati arrivano lentamente, di solito in più mesi.

7. Pubblicità a pagamento

Su Google, Facebook e Instagram è consentita se il messaggio resta informativo. Parti con un budget piccolo, porta le persone a una pagina chiara e misura i contatti. Niente domande come «Soffri di ansia?»: le vietano le regole di Meta e rischiano di essere suggestive.

Cosa evitare

Da dove partire se apri lo studio

  1. Prima settimana: sito con i tuoi dati veri e scheda Google, se ricevi in uno studio.
  2. Primo mese: presentati a 10-20 persone della tua rete: medici, colleghi, scuole, associazioni.
  3. Dal secondo mese: un contenuto utile al mese, sul sito o sui social, sempre sugli stessi temi.
  4. Quando le basi ci sono: prova la pubblicità con un budget piccolo e guarda quante richieste arrivano.

Come lavoriamo in BSiteMe

Questa guida informa e non sostituisce il parere del tuo Ordine o di un legale.

Fonti

Domande frequenti

Uno psicologo può fare pubblicità?

Sì. L’articolo 40 del Codice deontologico permette la pubblicità informativa: titoli, servizi, prezzi, sede. Non sono ammessi messaggi promozionali o suggestivi né promesse di risultato.

Posso fare pubblicità su Facebook e Instagram?

Sì, con messaggi informativi. Le regole di Meta vietano di dire o far capire che chi guarda ha un problema di salute: niente «Soffri di ansia?», meglio «Psicoterapia per adulti a Napoli, anche online».

Quanto tempo serve per avere risultati?

Dipende dal canale. La rete di colleghi e la scheda Google a volte portano i primi contatti già nelle prime settimane; articoli e ricerca su Google di solito richiedono mesi. Nessun canale garantisce un numero di pazienti.

Posso chiedere recensioni ai pazienti?

È delicato: una recensione che racconta un risultato rischia di essere un messaggio suggestivo, e chiederla può mettere la persona in difficoltà. Mai in cambio di sconti o vantaggi. Se rispondi a una recensione, non confermare che chi scrive è tuo paziente.

Mi serve un consulente di marketing?

Non per partire: sito, scheda Google e rete di colleghi li puoi gestire da solo. Se scegli un consulente, chiedi che conosca l’articolo 40 e che non prometta un numero di pazienti.

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